Chi sono

Utente: IreCheSogna
Nome: Ire oppure Tatina (Tati) per chi mi conosce da quando sono nata.. .......
Io sono ciò che amo...Amo....Il sole, il mare, l’attesa delle cose belle, il cioccolato, la vasca da bagno piena di acqua bollente, i temporali, stare al caldo quando fuori piove, mio papà mia mamma e i miei fratelli, i miei amici vecchi e nuovi, i miei libri, chiudermi tra 4 mura ad ascoltare musica e starmene da sola, viaggiare, le gite in macchina senza meta, le improvvisazioni di vita e le realizzazioni di piccoli sogni nel cassetto, la Gaia l'Agata e Costanzo (in ordine: il mio cane pazzo, il mio gatto nero e il mio criceto ciccione e bastardo...Costanzo per l'appunto), la pasta e la pizza, il caffè a litri, la nicotina, i ricordi e i progetti, il moderno e l’antico, il profumo di fiori per le strade, tutto ciò che fa battere forte il cuore, le chiacchierate di ore con gli amici di sempre, le notti insonni, le persone tutte d’un pezzo, chi ha qualcosa da dire, Woofy Mimmo Il Mimo Bastone e Goniglio (i miei amici immaginari), quando incontrando qualche brava persona capisci che il mondo non va completamente male grazie a loro, chi ha voglia di fare, dormire più di 12 ore, gli angeli, Dylan Dog, il pianoforte, ridere e riuscire ad essere seri quando c’è da esserlo, riuscire ancora ad arrossire per qualcosa e chi arrosisce ancora per qualcosa, le emozioni veloci e i sentimenti che non muoiono mai, i cieli stellati delle notti d’estate, sognare ad occhi aperti, i sorrisi che ti scaldano dentro, quando incrociando lo sguardo di qualcuno capisci che quello sguardo non ti abbandonerà mai, essere stretta in un abbraccio mentre piango, quando ti alzi e ti rendi conto che hai ancora qualche ora per dormire, sentire mio padre che parla bene di me, riuscire a resistere ad una tentazione, cedere ad una tentazione, la bontà d'animo, ascoltare chi ne sa più di me, perdere tempo dietro cose che poi si rivelano utili, la curiosità per le cose che mi circondano, l' egocentrismo come cosa utile alla sconfitta della mediocrità che abbiamo attorno, le mani di mia mamma che mi danno tranquillità, le cicatrici che ricordano qualcosa, le persone conformate solo a se stesse, le passioni per le quali non dormiresti notti intere, ballare fino a crollare, la sincerità con gli altri ma soprattutto con se stessi, i discorsi filosofici sul perchè siamo al mondo, quando mi sento morire dentro e allora scopro di avere ancora fede in qualcosa che non è di questo mondo, le vecchie foto di me e i miei fratelli da piccoli, sapere che le cose più importanti non cambieranno mai, i tramonti al mare d'estate, il vento caldo nei capelli, le scarpe con il tacco altissimo, i cartoni animati, viaggiare per il mondo, quando ci si alza felici senza saperne il perchè,...

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mercoledì, 20 giugno 2007

Devo ammetterlo. Mi sento F-E-L-I-C-E!
Ehi, l’ho detto!! Adesso che l’ho scritto qui nero su bianco (bianco su viola?) sembra anche più vero.
La mia vita sta finalemente prendendo la piega che tanto speravo avrebbe preso. E tutto questo non dipende da fattori esterni, dipende quasi esclusivamente da me. Finalmente mi sono data una mossa, a piccoli (grandi!) passi a partire da novembre ho deciso che un giorno sarei stata felice e soddisfatta di me stessa. Ed eccomi qui dopo ben 7 mesi ad ammettere di essere riuscita a conquistarmi un pezzetto di serena felicità. Niente che dipenda da adrenalina in circolo, non una felicità effimera, ma qualcosa che in fututro saprò come ricrearmi esclusivamente con le mie forze. La felicità non ti piove addosso, te la devi conquistare con il sudore, la perseveranza, la determinazione, la lotta, la sfida, le notti in bianco. Sono stati mesi duri e spero che continueranno ad essere mesi duri davanti a me, se è così che mi devo sentire alla fine della giornata.

E un grazie va anche all’ Amore, il Fato, il Destino, Dio, Allah, Buddha…Non so quale sia esattamente il suo nome. So solo che stavo per perderlo e chi perde la Speranza perde tutto.
Grazie per aver continuato a “cercarmi” quando io avevo smesso di “cercare te”. Grazie per la mia vita perché, anche se per anni non me ne sono accorta fino in fondo ed ho continuato a piangermi addosso, sono sfacciatamente fortunata.

Finalemente ho smesso di girare in tondo e sento che sto andando avanti, ho finalmente trovato un obiettivo: essere felice.



postato da: IreCheSogna alle ore giugno 20, 2007 13:24 | link | commenti (8)
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martedì, 12 giugno 2007

Berlino - Fespa 2007

Da quando ho deciso di ricominciare a vivere mi sono accorta di quanto la vita sia dura.
La lotta è da fare ogni giorno, chi si ferma a riposare è perduto.
Ho incontrato troppe persone capaci di passare sopra al proprio prossimo e alla fine ho capito che, nonostante tutto, preferisco continuare a prendere calci in faccia ma potermi alzare la mattina guardandomi in faccia allo specchio, senza essere scesa a patti con la mia coscienza.
Poi, grazie ad un recente viaggio a Berlino per lavoro, ho avuto la fortuna di conoscere altre persone disposte a prendere calci in faccia per evitare di piegarsi a sporche regole. Inutile dire che è stato per me come un’iniezione di buon umore e voglia di fare, di lavorare, di realizzare…A dispetto di tutti, continuare a seguire la mia nuova strada come uno schiacciasassi di determinazione.
Un grazie particolare a mio padre per quei favolosi 4 giorni di lavoro gomito a gomito e un “tanto di cappello” a quei due straordinari ragazzi dei miei fratelli: vederli lavorare mi ha riempito di orgoglio! Hanno una forza, un’intelligenza ed un cuore che difficilmente sono riuscita a trovare in qualcun altro.


postato da: IreCheSogna alle ore giugno 12, 2007 13:05 | link | commenti (2)
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mercoledì, 04 aprile 2007

GENERAZIONE '80

Che tuffo al cuore...

Lo scopo di questa missiva è quello di rendere giustizia a una generazione,
quella di noi nati agli inizi degli anni '80 (anno più, anno meno)


Quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30
volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non
abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per
l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali,
mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto
sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo
dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che
sono venuti dopo di noi che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a
saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo
i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di
divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e
con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche
sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo
avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non
Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la
Maturità e i pionieri del 3+2.
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci
Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai
che delusione).
Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie,
abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina
D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.
Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli
per cui non gli costa niente licenziarci.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non
avessimo vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di
Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza
Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra
generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.);
abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene
cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro,
abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet
sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e
Terence Hill.
Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei
gettoni del telefono.
Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba
erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero
come resto.
Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare."),
delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino,
dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara,
l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss
Me Licia, i Barbapapà , i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di
Barbie di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno
insieme.
La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso
smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la
favorita.
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della
macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L'ultima generazione degli spinelli.
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo
in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag;
facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista.
Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con
chiusure a prova di bambino.
Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i
gomiti.
Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze
era bestiale.
Non c'erano i cellulari.
Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una
cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le
rotelle!!
Mangiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi.
Al limite uno era grasso e fine.
Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato.
Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri
sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto e lo sciampo al petrolio.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi,
dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo
tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo
l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che
bevono anche i cani!
E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e
giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità , non in una chat
con faccine stupide.
Abbiamo avuto libertà , fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo
imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno dei nostri? Congratulazioni!
postato da: IreCheSogna alle ore aprile 04, 2007 22:04 | link | commenti (4)
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lunedì, 12 marzo 2007

SCHIFO

Questa mia tristezza dell’ultimo periodo mi sono accorta che, in parte, è dovuta allo schifo che vedo quando mi guardo attorno. Persone prive di passione, prive di voglia e gioia di vivere. Persone senza etica né sul piano personale né sul piano professionale. Persone senza coerenza, senza coscienza. Persone senza priorità, pronte a tutto pur di apparire. Persone viscide, arrampicatrici e striscianti, che non si fanno scrupoli a passare sul corpo di un amico caduto a terra. Persone egoiste, egocentriche, il proprio io sopra tutto il resto. Persone ingorde, persone “furbe”, persone belle fuori e marce dentro.
Persone subdole che viaggiano a braccetto con l’opportunismo.
Persone senza integrità, senza rispetto, senza coraggio.

Questo è dedicato a voi. Grazie per avermi fatto passare la voglia di sorridere.

Continuate pure a vivere tranquilli voi, nel vostro essere piccoli e sporchi.

Mi fate schifo.

postato da: IreCheSogna alle ore marzo 12, 2007 23:03 | link | commenti (3)
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domenica, 25 febbraio 2007

SONO FUORI MODA

Fanculo. Chissene frega.
Chissene fotte di avere quella merdosissima borsa di Gucci che tutte hanno.
Sono vecchia se preferisco le chiecchiere in jeans e maglietta con gli amici piuttosto che una serata trendy nel locale sudato e affollato del momento, rhum e cocaina, saltellando tra corpi appiccicosi di persone che non conosco, che non mi conoscono e che non voglio nemmeno conoscere? Ma per piacere…
Sono da mettere al bando se un buon libro, un bagno caldo, due coccole al mio cane mi lasciano molto più appagata dello sguardo da pesce lesso di qualche patetico ingellato con la catena al collo?
Sono strana se non mi venderei mia madre per avere la macchina bella e la maglietta di merda di Dior che fanno fare in Malesia per poi fartela pagare 200€ affamando chi soffre di miseria?
Sono una povera sfigata se noto e soffro per la mancanza di passione che i nuovi ragazzi hanno?
Sono un’ ipersensibile patetica se mi fa pena la piega che questo mondo di merda sta prendendo?
Sento solo infelicità nell’ aria…

Ragazzi….Sono fuori moda…
postato da: IreCheSogna alle ore febbraio 25, 2007 22:06 | link | commenti (5)
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sabato, 17 febbraio 2007

Valore di Erri De Luca

Valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finche' dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e' risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varra' piu' niente e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che .

Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord, qual'e' il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.
postato da: IreCheSogna alle ore febbraio 17, 2007 22:43 | link | commenti
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venerdì, 09 febbraio 2007

Ammettere di avere una debolezza
spesso è più difficile che ostentare la propria
forza...

In questo senso sono ancora una semplice tirocinante.


E un uomo disse: Parlaci della Conoscenza di sé.
Ed egli disse:
I vostri cuori conoscono in silenzio i segreti dei giorni e delle notti.
Ma gli orecchi hanno sete di sentire quello che il cuore già
conosce.
Vorreste sapere con parole quello che avete sempre saputo nella
mente.
Vorreste toccare con le dita il corpo nudo dei sogni.
Ed è bene che lo facciate:
La sorgente sotterranea della vostra anima dovrà venire alla luce e
scorrere mormorando verso il mare;
E il tesoro della vostra infinita profondità sarà rivelato ai vostri
occhi.
Ma non usate bilance per pesare quell'ignoto tesoro;
E non sondate le profondità della vostra conoscenza con lo
scandaglio o la pertica.
Poiché l'io è un mare sconfinato e immisurabile.
. . . . .
Non dite: "Ho trovato la verità"; dite piuttosto: "Ho trovato una
verità".
Non dite: "Ho trovato il sentiero dell'anima". Dite piuttosto: "Sul
mio sentiero ho incontrato l'anima in cammino".
Perché l'anima cammina in tutti i sentieri.
L'anima non cammina sopra un filo, né cresce come una canna.
L'anima apre se stessa come un fiore di loto dagli innumerevoli
petali.
Allora un maestro disse: Parlaci dell'Insegnamento.
Ed egli disse:
Nessuno può rivelarvi se non quello che già cova semi
addormentato nell'albore della vostra conoscenza.
Il maestro che passeggia all'ombra del tempio, tra i seguaci, non
elargisce la sua saggezza, ma piuttosto il suo amore e la sua fede.
Se egli è saggio veramente, non vi offrirà di entrare nella casa
della propria sapienza; vi condurrà fino alla soglia della vostra
mente.
L'astronomo può parlarvi di come intende lo spazio, ma non può
darvi il proprio intendimento.
Il musicista può cantarvi il ritmo che è dovunque nel mondo, ma
non può darvi l'orecchio che ferma il ritmo, né la voce che gli fa eco.
E chi è versato nella scienza dei numeri può descrivervi le regioni
dei pesi e delle misure, ma non può condurvi laggiù.
Perché la visione d'un uomo non può prestare le sue ali a un altro
uomo.
E come ciascuno di voi sta da solo nella sapienza di Dio, così
ciascuno di voi deve essere solo nel suo conoscere Dio, e nel
comprendere la terra.
postato da: IreCheSogna alle ore febbraio 09, 2007 19:10 | link | commenti (3)
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giovedì, 08 febbraio 2007

Sta nascendo una persona nuova.
E, come per tutte le nascite, il parto sarà difficile e faticoso.
Devo lasciare quello che mi tiene legata a quello che ero e non devo aver
paura di quello che diventerà. Diventerò più grande. Diversa.
Speriamo migliore.
Devo parificare la mia mente alle mie emozioni.
La mia lotta interna che combatto da anni, da prima che iniziassi a
scrivere qui, su questo blog.
Senza paura.
Basta fare parte del tutto, onnipotente e protetta.
Devo sganciarmi dalla confusione e diventare me stessa,
con le mie fragilità e la mia forza.

E' un momento doloroso, come neanche una crescita può essere.
Può essere solo una nuova nascita questa volta.

Spero di farcela.
postato da: IreCheSogna alle ore febbraio 08, 2007 18:10 | link | commenti (1)
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martedì, 06 febbraio 2007

Determinazione.
Vedere l’obiettivo, non lasciarsi distrarre da nulla.
Gli specchetti per le allodole abbagliano, tolgono la vista del traguardo.
Sono granelli di sabbia sotto ad una montagna.
Forza. Coraggio.
Mai piegarsi al proprio IO.
Mai rinunciare al proprio sogno.
Tutto il resto è distrazione, fa contorno.
Ecco una sfida nuova, mentre lotto ancora per il passato.
Mi sento viva.
postato da: IreCheSogna alle ore febbraio 06, 2007 00:17 | link | commenti
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mercoledì, 10 gennaio 2007

Infantile, senza un briciolo di carattere o personalità.
Zero coraggio.
Arrogante, egoista.
PATETICA.
postato da: IreCheSogna alle ore gennaio 10, 2007 16:30 | link | commenti
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domenica, 07 gennaio 2007

VITA NUOVA

new-life



BUONI PROPOSITI PER L'ANNO NUOVO.



1) Essere felice

2) Guarire dalle mie piccole grandi manie

3) Essere sempre in ufficio mai più tardi delle 8,30

4) Riuscire a dare qualche esame all'università

5) Imparare qualcosa di nuovo

6) Vendere almeno uno dei miei quadri

7) Riprendere a scrivere



Impegnativo. Ma chi dice che la strada per la propria realizzazione sia un sentiero facile da percorrere??
postato da: IreCheSogna alle ore gennaio 07, 2007 22:55 | link | commenti (2)
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giovedì, 28 dicembre 2006

B 2



Leggevo quello scritto qui sotto...



Avevo decisamente ragione.



Peccato che non seguissi i miei preziosissimi consigli.



Ottima spalla per chi mi chiede consiglio e, fino poco fa, persona



completamente incapace di amarsi.



Ho iniziato un lungo percorso, circa un mese fa...



Sarà dura, difficile, ma sono (siamo) sicura che tutto questo sarà valso la pena.



Pare che i miei occhi abbiano ripreso la loro luce.



In questo post ho messo la mia bocca, per scoprire la nuova (o vecchia) luce dei miei occhi dovreste avermi lì davanti a voi e dovreste conoscermi da tempo per percepire il cambiamento. Chi mi conosce da una vita l'ha capito subito, chi mi conosce da meno ma mi sta vicino tutti i giorni della mia vita ha percepito qualcosa, chi con me sonda dentro il mio "io" ha visto il mio aprirsi alla vita giorno dopo giorno. Mi ha detto "sembra che tu abbia trovato nuova linfa". Per me è solo la vecchia linfa vitale che avevo sempre avuto...Ma mi sono preposta per questo nuovo cammino di non nominare più il passato e di cercare di sotterrare un pò questo mio temperamento malinconico...Ok, va bene, allora è Nuova linfa che scorre nelle mie vene...



Il passato è stato bello, in certi anni un pò buio...



Ma io sono io, sono qui, adesso...E chissà quali sorprese meravigliose ha in serbo per me il futuro...Tutto è ancora da giocare, solo che avevo già dato forfait...



Ora sono ancora un pò fragile...Ma questo cammino mi rinforzerà le ossa...



Grazie di cuore a tutti coloro che mi hanno sopportato e mi sopportano...



Ai miei genitori, il cui sostegno è la base sulla quale mi appoggio per rialzarmi.



Al mio amore che ha una pazienza infinita (o almeno lo spero, so che sarà dura ancor per un pò, resisti ti prego!!).



Alla Vale che ha sempre sperato in un mio "ritorno". Non ti lascio più, scusami per l'assenza!



Vi voglio bene!



Ieri è un insegnamento. Oggi è un'opportunità. Domani è una speranza.

Sto iniziando un viaggio. I viaggi dentro se stessi sono i più lunghi e quando si torna non si è più li stessi.

Tutto sembrerà meno cupo, passo dopo passo.

Aspetterò.

postato da: IreCheSogna alle ore dicembre 28, 2006 14:35 | link | commenti
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lunedì, 23 ottobre 2006


buddha_with_view



"Tutto ciò che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato".

- Buddha -



Il potere della mente è infinito, sposta le montagne, cambia la realtà, modifica il nostro essere. La mente può tutto.
postato da: IreCheSogna alle ore ottobre 23, 2006 13:30 | link | commenti (4)
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venerdì, 13 ottobre 2006

Tati01






Tati03


Tati02
postato da: IreCheSogna alle ore ottobre 13, 2006 18:56 | link | commenti (2)
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giovedì, 12 ottobre 2006

I PRIMI 30 ANNI DI APPLE

apple_logo

I 30 ANNI DI APPLE.

Il mio primo Mac l’ho avuto a sei anni. Un Power Book portatile 100 con la rotellina del mouse azzurra. Volevo entrare nei database di qualche banca. Inutile dire che non ci sono mai riuscita, all’epoca il collegamento ad internet l’avevano in molto molto pochi.
Ho trovato, navigando, un discorso fatto da Steve Jobs, fondatore della “mela morsicata”, in occasione della consegna dei diplomi di laurea alla Stanford Report nel 2005. Penso che, quanto sotto, spieghi il successo di Apple più di quello che potei scrivere io. Eccolo.
“Sono onorato di essere con voi oggi, per la vostra laurea in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Ad essere sincero, questo è la cosa più vicina ad una laurea, per me._Oggi voglio raccontarvi tre storie che mi appartengono. Tutto qui. Niente di particolare. Solo tre storie.
La prima storia parla di unire i puntini.
Ho smesso di frequentare il Reed College dopo i primi 6 mesi, ma gli sono rimasto attorno per altri 18 mesi prima di lasciarlo definitivamente. Perchè lo feci?
Tutto cominciò prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa universitaria nubile e decise di darmi in adozione. Sentiva nel suo cuore che io dovessi essere adottato da un laureato, così venne preparata la mia adozione, alla nascita, per un avvocato e sua moglie.
Solo quando vidi la luce questi decisero all’ultimo momento di desiderare una bambina. Quindi i miei genitori, che erano in lista d’attesa, vennero chiamati nel mezzo della notte da una voce che chiedeva: “Abbiamo un bambino indesiderato, lo volete?” Essi dissero: “Certo”. Mia madre biologica scoprì in seguito che mia madre non si era mai laureata a che mio padre non aveva neanche il diploma di scuola superiore. Rifiutò di firmare i documenti per l’adozione. Accettò, riluttante, solo qualche mese dopo quando i miei genitori promisero che un giorno sarei andato all’università.
17 anni dopo andai all’università. Ma ingenuamente scelsi un istituto universitario costoso quanto Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori lavoratori furono spesi per la retta. Dopo sei mesi non riuscivo a vederne l’utilità. Non avevo idea di cosa fare nella vita e nessun indizio su come l’università avrebbe potuto aiutarmi a capirlo. Così spesi tutti i soldi che i miei genitori avevano risparmiato in un’intera vita di lavoro. Decisi di non seguire il piano degli studi obbligatorio, confidando nel fatto che tutto si sarebbe sistemato. Ero molto spaventato da quella decisione, ma col senno di poi, sarebbe stata una delle migliori decisioni che avessi mai preso. Nel momento in cui scelsi un piano di studio personalizzato avevo la possibilità di ignorare le lezioni che non mi interessavano e di scegliere quelle che mi apparivano più interessanti.
Non era per niente romantico. Non avevo una stanza al dormitorio, così dormivo sul pavimento in stanze di amici. Restituivo i vuoti di coca cola per i 5 centesimi di deposito, ci compravo da mangiare, e mi facevo più di 10 kilometri a piedi attraverso la città, ogni domenica notte, per avere un pasto a settimana al tempio Hare Krishna. Che bello. Tutto quello in cui inciampai semplicemente seguendo la mia curiosità ed il mio intuito si rivelarono in seguito di valore inestimabile. Per esempio: il Reed College all’epoca offriva quello che era probabilmente il miglior corso di calligrafia del Paese. In tutto il campus, ogni manifesto, ogni etichetta su ogni cassetto, era meravigliosamente scritto a mano. Decisi di prendere lezioni di calligrafia. Appresi la differenza tra i tipi di caratteri con grazie e senza grazie. Imparai l’importanza della variazione dello spazio tra combinazioni diverse di caratteri. Mi insegnarono quali elementi fanno della tipografia, una grande tipografia. Era affascinante: si trattava di storia, bellezza ed arte come la scienza non può catturare.
Niente di tutto ciò aveva la benchè minima speranza di una qualunque applicazione nella mia vita. Ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Macintosh, tutto mi tornò utile. E lo mettemo interamente nel Mac. Era il primo computer che curasse la tipografia. Se non avessi mai scelto quel corso, al college, il Mac non avrebbe mai avuto font proporzionali e font a larghezza fissa. E siccome Windows ha copiato il Mac, è probabile che nessun computer li avrebbe avuti. Se non avessi scelto di interrompere il piano degli studi obbligatorio non avrei scelto quel corso di calligrafia ed i personal computer avrebbero potuto non avere la stupenda tipografia che hanno. Era ovviamente impossibile unire i puntini guardando al futuro mentre ero al college e capire in cosa si sarebbe concretizzati. Ma la realizzazione era estremamenta chiara, guardardando alle spalle, dieci anni dopo. Ve lo ripeto, non puoi unire i puntini guardando al futuro, puoi connetterli in un disegno, solo se guardi al passato. Dovete quindi avere fiducia nel fatto che i puntini si connetteranno, in qualche modo, nel vostro futuro. Dovete avere fede in qualcosa - il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, quello che sia. Questo approccio non mi ha mai deluso e ha fatto tutta la differenza nella mia vita
La seconda storia parla d’amore e di perdita.
Sono stato fortunato - ho scoperto quello che amavo fare molto presto. Woz ed io fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevo vent’anni. Lavorammo duro, e in 10 anni la Apple crebbe dai due che eravamo in un garage ad una società da 2 miliardi di dollari con più di 4000 impiegati. Avevamo appena creato il nostro miglior prodotto - il Macintosh - un anno prima, e io avevo appena compiuto 30 anni. E fui licenziato. Come si fa ad essere licenziati dalla compagnia che hai fondato? Beh, non appena la Apple si espanse assumemmo qualcuno che pensavo fosse molto capace nel gestire l’aziende con me, e per il primo anno le cose andarono bene.
Ma la nostra visione del futuro cominciò a divergere e alla fine decidemmo di rompere. Quando ci fu la rottura i nostri dirigenti decisero di stare dalla sua parte. Così, a trent’anni, ero fuori. E molto pubblicamente. Il centro della mia vita da adulto era completamente andato, sparito, è stato devastante.
Non ho saputo che pesci pigliare per un po’ di mesi. Sentivo di aver deluso la precedente generazione di imprenditori per aver mollato la presa. Incontrai David Packard e Bob Noyce per cercare di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Fu un fallimento pubblico, pensai addirittura di andarmene. Ma qualcosa, lentamente, si faceva luce in me. Amavo ancora quello che avevo realizzato. L’inaspettato e repentino cambiamento alla Apple non avevano cambiato quello che provavo, neanche un poco. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Quindi decisi di ricominciare. All’epoca non me ne accorsi, ma il mio licenziamento dalla Apple fu la cosa migliore che poteva capitarmi. Il peso del successo fu rimpiazzato dall’illuminazione di essere un principiante ancora una volta, con molta meno sicurezza su tutto. Questo mi liberò e mi consentì di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita. Durante i cinque anni successivi, fondai una società di nome NeXT, un’altra di nome Pixar, a mi innamorai di una meravigliosa donna che sarebbe poi diventata mia moglie. Pixar finì per creare il primo film animato al computer della storia, Toy Story, ed è ora lo studio di animazione più famoso al mondo. Apple, con una mossa notevole, acquisì NeXT, io tornai ad Apple, e la tecnologia che sviluppo con NeXT è oggi nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. Laurene ed io abbiamo una stupenda famiglia. Sono sicurissimo che niente di tutto ciò sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato da Apple. E’ stato un boccone amarissimo da buttar giù, ma era la medicina di cui avevo bisogno. A volte la vita ti colpisce in testa come un mattone. Non perdete la fede. Sono convinto del fatto che l’unica cosa che mi ha consentito di proseguire sia stato l’amore che provavo per quello che facevo. dovete trovare ciò che amate. E’ questo è tanto vero per il vostro lavoro quanto per chi vi ama. Il lavoro riempirà gran parte della vostra vita e l’unico modo per essere veramente soddisfatti e quello di fare quello che pensate sia il lavoro migliore. E l’unico modo per fare il lavoro migliore e quello di amare quello che fate. Se non lo avete ancora trovato, continuate a cercare. Non vi fermate. Come tutti gli affari di cuore, lo saprete quando lo troverete. E, come nelle migliori relazioni, diventerà sempre migliore al passare degli anni. Quindi, continuate a cercarlo fino a quando non l’avrete trovato. Non fermatevi.
La terza storia parla di morte.
Quando avevo 17 anni, lessi un brano che diceva più o meno: “se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, prima o poi lo sarà veramente”. Rimasi impresso, e da allora, per gli ultimi 33 anni, ho guardato nello specchio ogni mattina e mi sono chiesto: “se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei veramente fare quello che sto per fare oggi?” E ogni volta che la risposta fosse “No” per troppi giorni di seguito sapevo di aver bisogno di cambiare qualcosa.
Ricordare che morirò presto è stato lo strumento più importante che mi ha consentito di fare le scelte più grandi della mia vita. Perchè praticamente tutto - tutte le aspettative, l’orgoglio, le paure di fallire - tutte queste cose semplicemente svaniscono di fronte alla morte, lasciandoci con quello che è veramente importante. Ricordarsi che moriremo è il modo migliore che conosco per evitare le trappola di pensare di avere qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è nessun motivo per non seguire il vostro cuore. Circa un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto una TAC alle 7:30 del mattino e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava sicuramente di un tipo di cancro incurabile, e che avrei avuto un’aspettativa di vita non superiore ai 3-6 mesi. Il mio dottore mi consigliò di andare a casa e di sistemare le mie cose, che è il messaggio in codice dei dottori per dirti di prepararti a morire. Significa che devi provare a dire ai tuoi bambini ogni cosa che pensavi di dirgli nei prossimi dieci anni, in pochi mesi. Significa che devi assicurarti che ogni cosa sia a posto così che sarà la più facile possibile per la tua famiglia. Significa che devi dire addio. Ho vissuto con quella diagnosi tutto il giorno. Più tardi, nel pomeriggio, mi è stata fatta una biopsia. Mi hanno infilato un endoscopio nella gola che è passato per il mio stomaco ed il mio intestino, hanno messo un ago nel mio pancreas e hanno prelevato alcune cellule dal tumore. Ero sotto sedativi, ma mia moglie, che era lì, mi ha detto che quando hanno analizzato le cellule al microscopio i dottori cominciarono a piangere perchè scoprirono che si trattava di una rarissima forma di cancro pancreatico curabile con la chirurgia. Sono stato operato. Ora sto bene. E’ stata la mia esperienza più vicina alla morte e spero che rimanga tale per qualche decennio ancora. Avendola superata posso finalmente dirvi con più certezza di quando la morte era semplicemente un utile concetto ma puramente intellettuale:nessuno vuole morire. Neanche chi vuole andare in paradiso vuole morire per arrivarci. E nonostante tutto, la morte è la destinazione che condividiamo. Nessuno vi è mai sfuggito. E così dovrebbe essere perchè la Morte è probabilmente l’unica, migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita. Elimina il vecchio per far spazio al nuovo. Proprio adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo distante da oggi, diventerete gradualmente il vecchio che deve essere eliminato. Mi dispiace essere così drammatico, ma questa è la verità. Il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi - che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altri. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui lasci affogare la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore ed il vostro intuito. Loro sanno già quello che voi volete veramente diventare. Tutto il resto è secondario. Quando ero giovane, c’era un’incredibile pubblicazione chiamata The Whole Earth Catalog, che era una delle bibbie della mia generazione. Era stata creata da un tizio di nome Stewart Brand non troppo lontano da qui, a Menlo Park, e la portò alla luce con il suo tocco poetico. Stiamo parlando dei tardi anni ‘60, prima dei computer ed il desktop publishing, quidi era tutta fatta con macchine da scrivere, forbici e Polaroid. Era una sorta di Google di carta, 35 anni prima della venuta di Google: era idealistico, e pieno di strumenti utili ed informazioni preziose. Stewart ed il suo gruppo pubblicaro molti numeri del Grande Catalogo Mondiale fino all’ultima edizione. Eravamo a metà degli anni ‘70 ed io avevo la vostra età. Sul retro di copertina dell’ultimo numero c’erà la foto di una strada di campagna all’alba, quel tipo di strada sulla quale potreste trovarvi a fare l’autostop se voste così avventurosi. Sotto c’erano queste parole “Siate affamati, siete folli, siate assurdi”. Questo era il messaggio di congedo. Rimanere affamato. Rimanere folle. Rimanere assurdo. Me lo sono sempre augurato. Ed ora, per voi che state per laurearvi, lo auguro a voi. Siate affamati. Siate folli. Grazie.”
postato da: IreCheSogna alle ore ottobre 12, 2006 13:03 | link | commenti (2)
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giovedì, 05 ottobre 2006

L'isola che non c'è

MappaMondo



Globe Trotter!

Negl' ultimi mesi mi sono fatta prendere dalla mania del "partire"!

Ormai la mia valigia rimane sempre lì, ai piedi del letto.

Mezza fatta, forse più "mezza sfatta", con dentro vestiti mezzi stropicciati, giacche accartocciate, scarpe imbustate...

Insomma, un borsone che rimane lì a modo "sono appena rientrata" (anche quando il mio ultimo rientro non è stato proprio nei pochi giorni precedenti), oppure "sto per ripartire" (anche quando la trasferta successiva richiede qualche giorno di pazienza).

Il disfare una valigia mi mette sempre un pò di tristezza.

Mi piace lasciarla lì a ricordarmi i bei giorni fatti via, le persone conosciute, i posti visitati, le cose mangiate (tracce visibili rimangono a volte su qualche maglioncino! bleah!), la strada percorsa, gli scherzi degli amici, le risate.

Mi fa compagnia l'immaginare il viaggio che mi aspetterà, quello che ancora non è stato pianificato, quello che nella maggior parte dei casi sarà programmato a pochi giorni dalla partenza.

Allora disfo il mio bagaglio giorno per giorno, quando l'esigenza di una maglietta o del paio di decoltée arancioni inizia a farsi vivo.

Sono stata in giro parecchio in questi mesi, tra vacanze lunghe e weekend con partenza last second.

In Messico a Guadalajara per un matrimonio a maggio, in Toscana a Montevarchi per una gara del mondiale di motocross a giugno, qualche weekend a Sanremo tra giugno e luglio, a Morgex in Val d'Aosta a luglio per fare rafting con i miei amici, una domenica (già, andata e ritorno in giornata!!) a Ibiza per prendere il sole, due settimane in Grecia a Kos con l'allegra compagnia di quei pazzi furiosi dei miei amici ad agosto, una settimana in barca con la mia chiassosa famiglia in giro per la Costa Azzura tra Cannes, Antibes e Juan Les Pins, qualche giorno a Friedrichshafen in Germania sul Lago di Costanza a cavallo tra agosto e settembre per la fiera delle biciclette (ero lì in versione progrippata!!)...

Capirete bene che, anche se avessi voluto, in certi casi, non avrei neanche avuto il tempo di disfare e rifare i miei bagagli. Ma, tutto sommato, è bellissimo così.



Stamattina, reduce da un weekend di completo relax a Sanremo (dormito-mangiato-dormito-mangiato), mi sono sorpresa a guardare con malinconia il mio borsone buttato lì con le mie magliette & co. calcate dentro. Ho voglia di ripartire!! Ho buttato un occhio al mini-mappamondo che tengo sulla scrivania, regalo di mio papà.
Via, via, via!

Ma dove?
"Cavoli, non avevo mai notato che lì, proprio lì, ci fosse un'isola...E neanche troppo piccola...Che isola è?? Mmmm...Ma sarà mica..??".

Beh, è bastata una grattatina con un dito e l'isola (che non c'è) è scomparsa.

Appunto personale: dare una pulita alla mia scrivania stasera quando torno a casa.

Ma più che partire, non starò fuggendo?

E se sì, da cosa?

In cerca di...?

E se stessi cercando proprio l'isola che non c'è?



Buon viaggio.
postato da: IreCheSogna alle ore ottobre 05, 2006 14:39 | link | commenti
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mercoledì, 31 maggio 2006

postato da: IreCheSogna alle ore maggio 31, 2006 15:51 | link | commenti (1)
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sabato, 27 maggio 2006

Scelte. Periodo di grandi rivoluzioni per me. Forse qualcuno potrebbe non accorgersi neanche del cambiamento. Ma a chi mi conosce bene è bastato uno sguardo fugace ai miei occhi. Ho scelto di vivere. Di crescere, di cambiare strada. Ho pensato che l’insoddisfazione per la mia vita dipendesse esclusivamente da me, da quanto di sbagliato stavo facendo, del girarmi attorno come risucchiata da un vortice senza preoccuparmi della corrente che mi stava trascinado. Ho nuotato, sto nuotando, contro la corrente. Metto tutte le mie energie in qualcosa per me di nuovo. Sono stanca ma felice. Serena. Questo ha notato chi mi ha osservato per una frazione di secondo. “La luce negl’occhi è cambiata”, sorrido per ciò per il quale che non sorridevo da tempo, mi commuovo, lascio che le emozioni mi tocchino. Scegliere d’essere felice non è una scelta così scontata. Le mie ossa diventeranno più forti giorno dopo giorno. E le persone che mi vogliono bene saranno sempre lì, pronte per me come io cercherò di essere pronte per loro, persone alle quali non smetterò mai di dire grazie. Grazie per le opportunità che mi hanno dato. Per le opportunità di riscattarmi, di mettermi in discussione, di migliorare, di crescere, di faticare. La mia famiglia, la Vale, il mio amore. E tutti coloro che ho attorno. Ora sono qui, non scrivevo da tempo. Scusatemi, ma ero troppo impegnata a vivere.
postato da: IreCheSogna alle ore maggio 27, 2006 14:47 | link | commenti (6)
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Io Adoro Stare Al Centro Del Ciclone Mi Nutro Di Immaginazione Musica Alta A Colazione Come Una Spirale Di Colore Che Girando Mi Protegge Vivendo Un Pò Fuori Dal Gregge A Volte Quasi Della Legge...
postato da: IreCheSogna alle ore maggio 27, 2006 14:32 | link | commenti
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giovedì, 13 aprile 2006

PER MARCUS

Chi legge qui è pirla!! :o)
postato da: IreCheSogna alle ore aprile 13, 2006 14:23 | link | commenti (6)
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mercoledì, 22 marzo 2006

Io e lo specchio abbiamo un rapporto strano.
A volte si va d'accordo e ci strizziamo anche un occhiolino complice.
Altre volte ci guardiamo fissi con sguardo severo e indagatore.
Altre volte ancora, come questa mattina, ci studiamo attentamente.

Ai lati della mia bocca ci sono due piccole rughette, una per lato.
Severi, io e lo specchio, ci siamo mandati uno sguardo perplesso.
Poi iniziamo a fissarci negl'occhi e, come in quei giochi sul chi-ride-prima che si
fanno da bambini fissandosi, scoppiamo in una risata unisona.

E lì scopro che quelle rughe non sono altro che il segno lasciato dalle volte
che, durante questa relativamente breve vita, ho sorriso.

La mia felicità, il mio buon umore, qualche battuta, un buon libro,
qualche film, i miei amici, una canzone, un pensiero felice maturato
ad un semaforo rosso nel traffico...tutto questo mi ha fatto invecchiare.

Se invecchiare vuol dire avere addosso a sè la testimonianza
del proprio "essere stato", allora va bene così.

E, fino a quando vedrò e condividerò con il mio specchio quelle due rughette
ai lati della mia bocca, allora vorrà dire che sarò felice.
postato da: IreCheSogna alle ore marzo 22, 2006 11:55 | link | commenti (4)
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sabato, 18 marzo 2006

L'ombra della morte

occhio che piange

-Dottore...Sono l' Irene...Stai tranquillo, non agitarti, non c'è bisogno che ti giri...Come ti senti?
-Fa..faccio...fatica...a...parlare...
Non...riesco...a...muovermi...
Sto...soffrendo...
Voglio...solo........morire...

Parole appena sussurrate.

Piango. Lo bacio, lo stringo, gli tengo la mano.
Le mie lacrime bagnano il suo viso e il mio.

-Dottore...Non pensare al dolore, non pensare alla sofferenza, non pensare alla morte...Pensa alla Tortuga, la tua barca, a quando questa estate hai nuotato al mare, ai volti di tutti i tuoi amici...Ti renderai conto di avere molte persone che ti vogliono bene...Perchè? Perchè in questa vita sei stato un grande uomo...Non avere paura, chiudi solo gli occhi e pensa a tutto questo! Non avere paura!

Queste sono state le mie parole singhiozzanti, oggi, dette ad un amico, uno zio putativo, colpito da un tumore ai polmoni.

Vedere l'alone della morte vicino ad una persona che ami e che, sai, sta per andare lontano, ti fa ricollocare tutto nella giusta posizione.
Drammi quotidiani tornano ad essere piccoli.
Cose pesanti iniziano a diventare leggere.
Cose che contavano, iniziano a non contare più
e lasciano più spazio alle cose che dovrebbero essere più importanti.

Stasera non me la sono proprio sentita di andare a ballare.
Lascio solo che i pensieri ballino nella mia mente.

...E' solo un tramonto, un tramonto con una figura scura incappucciata che ti sorveglia.
Ma la fede ci dice di sperare in una nuova alba...

solstice
postato da: IreCheSogna alle ore marzo 18, 2006 00:44 | link | commenti (5)
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giovedì, 16 marzo 2006

Dedicato all'anonimo E-OH!

D'ora in avanti questo non sarà più il mio BLOG,
ma semplicemente il mio DIARIO (VIRTUALE)!
Perchè?
Per colpa di un mio amico che ha definito
la parola "blog" leggermente onomatopeica
per una cosa poco nobile.
Testuali (sue) parole:
"non mi piace la parola Blog... è lo stesso rumore della merda nel cesso..."!

MCTLDAF!!

postato da: IreCheSogna alle ore marzo 16, 2006 14:12 | link | commenti (3)
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martedì, 14 marzo 2006

Mi sta passando il buonismo, sto diventando intollerante verso chi non sopporto ed inizio ad abbandonare la maschera del "non mi stai a genio ma faccio un sorriso lo stesso"! Insofferente verso certe tipologie di persone.
Alla fine ho la mia vita, le mie cose da fare, persone importanti a cui pensare e sto facendo un pò di selezione...
Brutto da dire, lo so.
Forse lo sto facendo anche un pò inconsciamente...
Non è da stronza, è normale, penso...o almeno mi hanno detto che è così...
Qualche anno fa ero diversa, vero.
Ma gli anni passano, le responsabilità, gli impegni e perfino le conoscenze e le amicizie aumentano...
Ho già i miei problemi, come tutti, la mia vita impegnata, i miei sogni nel cassetto che voglio realizzare con tutte le mie forze e che richiedono tempo ed energia.
Le persone che mi circondano voglio che siano persone positive, che mi risollevino l'umore, con le quali mia faccia piacere parlare, confidarmi, divertirmi,
confrontarmi e dalle quali poter imparare qualcosa, che stimolino e aiutino i miei sogni a realizzarsi, che mi appoggino e mi capiscano e che mi diano energia invece che sottrarmi quella che ho.
Le altre, quelle che mi danno poco-niente o, peggio ancora, mi danno solo grattacapi i-n-u-t-i-l-i e aggiuntivi a quelli che già ho...
Mi dispiace, col cuore, davvero, ma...via...
Cosa devo fare? Chiedere a Dio una giornata da 48 ore?
Non posso esserci per tutti e sempre o rischiare (un'altra volta) di mancare nel momento importante della vita di una persona importante perchè presa a correre dietro a cazzate o persone che nella mia vita mai avranno qualcosa di determinante.
Non posso moltiplicarmi per quattro o più: una studentessa, un finto avvocato, una brava figlia, una buona compagna, una valida amica, un'aspirante scrittrice,...
Come dice mio papà, l'Adolfo, in quel modo pittoresco tutto tipicamente suo "non si può essere un culo per tutti i cazzi!"...
Finezza della vox populi. Ma come non dargli ragione?!



postato da: IreCheSogna alle ore marzo 14, 2006 13:58 | link | commenti (1)
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lunedì, 13 marzo 2006

postato da: IreCheSogna alle ore marzo 13, 2006 15:47 | link | commenti
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foglie

Questo vento forte ha spazzato via le ultime foglie secche dagl’alberi.

Ora sono liberi, liberi di ospitare le nuove foglie verdi che, so, non tarderanno ad arrivare.

Fa ancora freddo, ma sento la primavera che sta per arrivare.

Fremo dentro.

Non vedo l’ora delle magliettine, dei colori, del profumo per le strade, dei sandali vertiginosi, delle serate stellate da passare all’aperto con gli amici.

Non vedo l’ora di alzarmi incazzata nera, con mille cose da fare, guardare fuori dalla finestra e…vedere un sole splendere in un cielo così azzurro da far sembrare Dio un mago di photoshop!

E così, magicamente, far prendere alla mia stronzissima giornata una piega diversa.

Sorridere, felice, sapendo che, prima o poi, il sole splende.Per tutti.

…e ora rimango qui, dopo aver scritto queste parole, col naso all’insù, per guardare questo cielo, sospirare un po’, abbozzando un semplice sorriso che è l’attesa della primavera stampata sul mio volto…

postato da: IreCheSogna alle ore marzo 13, 2006 15:45 | link | commenti
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giovedì, 02 marzo 2006

Sono triste.
Sento che l'ibiscus sta per morire.
postato da: IreCheSogna alle ore marzo 02, 2006 13:58 | link | commenti (2)
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Salvare le apparenze
o fottersene di salvarle
per salvere noi stessi?
postato da: IreCheSogna alle ore marzo 02, 2006 13:09 | link | commenti (4)
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mercoledì, 22 febbraio 2006

Senza te ho provato l'horror vacui.
Stai tornando.
Sento i kilometri che ci separano che diminuiscono.
postato da: IreCheSogna alle ore febbraio 22, 2006 01:29 | link | commenti (1)
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martedì, 21 febbraio 2006

...if only you could see into me...

...when you're cold
I'll be there
hold you tight to me...

...I will show you you're so much better than you know...

...and you're alone and you cant get back again
i will find you darling and i will bring you home...

...and if you want to cry
I am here to dry your eyes...

-I'll be there
by your side-
postato da: IreCheSogna alle ore febbraio 21, 2006 01:44 | link | commenti
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